Una Lettera Attesa

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Indirizzata al signor professore Paul Heinrich Rødessen, emerito cattedratico ed umanista, e consegnata a mano presso la sua abitazione in Vollkatze Strasse 4, Leiden, il 26 febbraio 1898, sabato, alle ore 15 e 5 minuti, da copia radio-trasmessa presso i locali dell'Università.

   
From: "Jean Pierre Torvalds" <jptorvalds@hvalhuset.no>
To: "Paul Heinrich Rødessen" <phr@leiden.uni.de>
Date: Fri, 25 Feb 1898 17:28:22
X-Mailer: RødePosten 0.2.11 (alpha)
Subject: Svolvær, Isole Lofoten, 25 febbraio 1898








Mio caro Paul Heinrich, siamo giunti!

Il viaggio è stato quanto mai problematico, certo dirai non più di quel che era lecito aspettarsi da queste terre selvagge oltre Iperborea, ma eccoci qui, sani e salvi.

Dopo il treno da Amsterdam, la nave da Frederikshavn ad Oslo ed infine il lungo viaggio in carrozza e ancora treno per giungere oltre il circolo polare, ecco il vapore da Bodø, una meraviglia tecnica di questi nostri giorni moderni.

Non crederesti ai tuoi occhi ed alle tue orecchie vedendolo e sapendo che questi indomiti spiriti scandinavi hanno intenzione di crearne un servizio regolare in tutti i giorni dell'anno (a queste latitudini!): le sue possenti macchine a vapore ci hanno condotto in poco più di dieci ore a Svolvær, attraverso un mare colore del ferro battuto da un vento gelido e incessante.

Ah, mio caro Paul, che emozione attraversare quel confine che lungo abbiamo solo studiato sulle carte geografiche nelle calde stanze del Circolo dell'Università! E abbiamo visto renne, Paul, anche se l'ottimo Edward ritiene alquanto sospetto che animali allo stato brado ostentino un cartellino del prezzo, ed in marchi, ma tu sai quanto sia sospettoso.

Ma ti dettaglierò meglio del nostro viaggio (avventuroso invero) in un prossimo dispaccio. E a proposito: questa diavoleria a valvole che mi hai rifilato per tenerci in contatto sembra funzionare egregiamente, per quanto, se mi consenti, i tasti per scriverci mi paiono alquanto duri, e quello che tu hai chiamato "video" (ah, amato latino, quanto rimpiango di aver dovuto lasciare Seneca e Appio Marzio e Cincirinella nella casa sulla Klaus Kinski Platz!) potrebbe piuttosto chiamarsi "imago", poiché nulla piè che una parvenza dello scritto che alacremente costruisco è possibile intuirvi. In più vira leggermente al ciano, e questo è perlomeno irritante poiché male si intona con il mio gusto per i completi in tweed.

Ma basta! non ti tedio oltre con i miei rimpianti di umanista prestato al dio della tecnica: questa machina computatoria o calcolatore (come preferisci dire tu) lavora che è una meraviglia: ho approfittato delle lunghe pause del viaggio per leggere i voluminosi manuali che il tuo assistente mi ha fornito, e credo di avere già afferrato i concetti fondamentali. Fra tutti quel curioso trattatello "Ars teleoloquendi cum machinae" mi ha davvero affascinato (tanto che Edgar ha dovuto ripescarmi non senza qualche imbarazzo da una tinozza di scampi del mercato del pesce di Oslo in cui absente ero caduto): solo vorrei che tu mi spiegassi cosa intendiamo per "sorridenti piccole icone tipografiche c|:-{) come quest'uomo col cappello". Quale uomo? Quale cappello? Mi mancano forse alcune pagine?

Ho fatto collegare i fili ed il trasmettitore non appena giunti alla nostra rørbu, come dicono qui, una piccola graziosa casetta di legno che guarda verso il mare aperto e una serie di robuste palizzate di legno disposte a formare un mirabile congegno a trapezio dallo scopo sconosciuto (ed olezzanti a dire il vero in modo quantomai curioso. Dovrò informarmi).

Un vigoroso vichingo ha abbattuto seduta stante un abete a mani nude (o forse era un cedro, la botanica non è mai stata il mio forte, come ben sai) e ha costruito un robusto supporto per l'antenna che mi collega con l'Istituto di Tromsø più a Nord e che raccoglie questi 'bits' o 'baits' e li rimbalza verso Leiden. Ah, l'elettricità. Non appena potrò far installare il generatore autogeno getterò l'impianto a carbone di legna che alimenta per ora il "calcolatore": Edward è ormai in maniche di camicia (e tu sai come sia rigoroso), mentre io ho dovuto richiedere una bacinella d'acqua per rinfrescarmi i piedi mentre scrivo.

In tutta franchezza credo che la temperatura nella stanza sia ormai superiore ai trenta gradi ed una meravigliosa fioritura spontanea ha avuto luogo sul davanzale. Una piccola folla si è assiepata di fronte alla finestra e devo ammettere che considerando come all'esterno siamo a meno cinque sottozero sono sempre più sorpreso dalla tempra di questi uomini e donne: come bambini dimentichi di tutto per osservare "gli stranieri". Peccato che il baobab cresciuto sul davanzale gli ostruisca quasi interamente la vista. Lo farò trapiantare in un vaso e spostare quanto prima poiché la cosa sta diventando quantomeno imbarazzante.

Mi riprometto di principiare gli studi sui nostri amati cetacei non appena avremo sistemato le più prosaiche questioni relative alla servitù, e non certo prima di avere per la quinta volta inventariato il mio preziosissimo materiale scientifico.

Tuo


Jean-Pierre 'Per' Torvalds

PS: Anne Marie porge i suoi saluti.


La povera cara ha certo risentito degli strapazzi del viaggio, ma ordina e guida con il solito piglio i quattro indigeni che il professor Knudsen ci ha fatto trovare al porto di Svolvær per nostra convenienza e per prestarci i primi aiuti (e ti racconterò dell'accoglienza che abbiamo ricevuto la prossima volta: c'era il pastore e credo, se ho capito correttamente nel mio ancora farraginoso norvegese, l'equivalente del borgomastro delle nostre città). Edward "offre il suo deferente ossequio al signor professore" mentre sta uscendo per recuperare altra legna combustibile.


Vale (o come mi pare dicano qui, skål!)




JP

It is not doujinshi if it is just a copy; the artist must make a contribution to the art he copies, by transforming it either subtly or significantly. A doujinshi comic can thus take a mainstream comic and develop it differently — with a different story line. Or the comic can keep the character in character but change its look slightly. There is no formula for what makes the doujinshi sufficiently "different" But they must be different if they are to be considered true doujinshi.

Lawrence Lessig, Free Culture

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